Correva l'anno...

Correva l'anno 1976, l'OLP veniva riconosciuta dall'ONU, il Concorde decollava per il suo primo volo di linea e Steve Jobs fondava con Steve Wozniak la Apple Computer. Era l'anno dei governi Moro e Andreotti in Italia, l'anno di Carter negli Stati Uniti e della riunificazione del Vietnam. Era l'anno tragico dell'incidente alla funivia del Cermis e del terremoto del Friuli, ma anche l'anno di "Bar Sport" di Benni, di "Ramones", del terzo Giro di Gimondi e di Panatta agli Internazionali di Italia e di Francia.


In quell'anno nascevano Francesco Totti a Roma, Andriy Schevchenko in Ucraina e Ronaldo in Brasile. Il 30 agosto dello stesso anno, a Firenze, veniva al mondo anche Giovanni Fabbri, destinato ad avere minor fortuna calcistica di questi ultimi. Grandi polmoni, ma caviglie fragili e un piede non proprio fatato. In compenso, un grande amore per la scrittura, vuoi per destino, vuoi per quell'odore di carta stampata che non è mai mancato nella sua casa.


A ventiquattro anni si laurea presso la Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri con una tesi sul giornalismo online intitolata "New Journalism vs. Old Journalism". Sono gli anni dei grandi ideali, gli anni delle battaglie politiche che Giovanni conduce - nel suo piccolo - dalle pagine del giornale "Metropoli", un settimanale (poi quotidiano) locale fiorentino.


Lentamente, si appassiona anche alla narrativa, che gli consente minori costrizioni e legami con la realtà che, a volerla dire tutta, incomincia a piacergli sempre meno. Si cimenta dunque con alcuni racconti, fino a partorire il suo primo romanzo - gonfio di difetti di gioventù - che non andrà mai alle stampe. Ma si è rotta una diga, e da quel momento, per tutti gli anni che seguiranno, non smetterà mai di scrivere libri.


Nel 2007 il suo romanzo per ragazzi "Bughi, il bambino nero" verrà pubblicato dalla Deinotera Editrice.


Nel 2012 la sua ultima opera "A testa vuota", è finalista del concorso IoScrittore e viene pubblicata come e-book dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol.