Alziamoci e applaudiamo

Quando ancora andavo in Chiesa mi alzavo in piedi mentre il parroco leggeva il Vangelo. E mi alzavo in piedi quando entravano i professori in classe. E sempre in piedi stavo di fronte alla bandiera del mio Paese, in quei dodici lunghi mesi che gli ho regalato.


Nella mia vita, poi, ho applaudito un sacco di volte: alle magie di Van Basten, al cinema mentre assistevo alla proiezione di "La vita è bella" e al concertone degli U2 del tour "Lemon", per esempio.
Mai, però, mi è capitato di alzarmi ed applaudire a dei criminali. L'ho visto fare nei filmati d'epoca da molti italiani raccolti in piazza Venezia e poi l'ho visto ripetere a un maxiprocesso del 1986 da parte degli scagnozzi dei boss. Ma non stiamo parlando di brava gente e potevo aspettarmelo.
Purtroppo, mi è capitato di rivedere un simile gesto ieri, al Congresso Nazionale del Sap. Tante persone in piedi ad applaudire tre assassini. Come nei filmati d'epoca. Come nel 1986. Solo che stavolta non avevamo a che fare con pericolosi dittatori, nè con mafiosi incalliti. Quelli che ho visto alzarsi ed applaudire erano poliziotti. No, non sto scherzando, è la verità. Poliziotti. Quelli con la divisa che dovrebbero combattere per difendere il cittadino. Quelli che dovrebbero tutelare l'esercizio della legalità. Quelli che dovrebbero conoscere il significato di uso eccessivo della violenza.
Ho atteso invano l'invasione delle cavallette, le tenebre, l'apparizione di una luce e dei rotoli con su i nomi dei giusti e dei perduti per sempre. No, non siamo alla fine del mondo. Siamo solo di fronte a uno dei più ingloriosi paradossi della storia umana. Il bene e il male che vanno a braccetto, ancora una volta da quando l'uomo ha cominciato a popolare il pianeta.
"Vicenda indegna", "Gesto gravissimo", "Comportamenti offensivi", sono solo alcune delle dichiarazioni raccolte fra i tanti che hanno voluto e dovuto esprimersi in merito a questa schifezza. "Io sto con poliziotti e carabinieri" ha detto un altro, manifestando per l'ennesima volta il suo scarso quoziente intellettivo. Ma poi, in concreto, cosa verrà fatto? Chi scioglierà il nodo fatale di questo assurdo legame? Chi riporterà fiducia laddove c'è solo disprezzo, pace dove tuttora si confligge, giustizia per chi ancora la implora?
Un gesto basterebbe.
Un gesto esemplare.
Il 2 giugno è vicino. Sarebbe sufficiente che alla consueta parata militare venisse offerto alla Madre di questo sventurato Figlio un posto di fianco al nostro Presidente, così che, sfilando, tutti i fedeli servitori dello Stato potessero domandarle scusa per il peccato commesso dai loro colleghi.
Solo in quel caso troverei ancora l'orgoglio per alzarmi in piedi come ai bei tempi e applaudire di cuore.